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Gaman aka Dj Gammy è una nostra vecchia conoscenza dai remoti tempi in cui, da sbarbati, giravamo l’Italia per inseguire delle valide strutture dove fare snowboard, in occasione di contest o semplici meeting in cui ritrovare le solite facce note. Gammy, oltre ad essere il nostro agente per il Piemonte, Val d’Aosta e Liguria, è diventato una presenza fissa in consolle a molti degli eventi Iuter. |
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Enrico Predeval: Direi che sono quasi quindici anni che ci conosciamo e, anche se viviamo in città diverse, abbiamo sempre modo di vederci e di restare in contatto; presentati a chi non ti conosce: chi sei, dove sei cresciuto, dove vivi?
Gaman: Hey Enry, già, ne è passato un sacco di tempo… EP: Bene, anche tu randagio! Come molti “giovani” nostri coetanei, so che sei passato da studente a tempo perso a qualcosa di più pratico, di che cosa ti occupi? G: Eh si, diciamo che non sono mai stato uno studente modello. Anni fa, mentre frequentavo l’università e mi ero fatto male a una gamba, mi si palesò la possibilità di fare il rappresentante per alcuni brand e così una cosa tira l’altra, adesso mi trovo a fare questo lavoro a tempo pieno. EP: D’altronde si sa, finito il liceo, iscriversi all’università è il modo più semplice per non fare un cazzo… Suppongo che la vita del rappresentante, oltre a farti viaggiare sempre, ti permetta di seguire da vicino un ambiente a te caro? G: Beh, direi che è una tappa obbligata… Si effettivamente fare questo lavoro mi permette di stare in contatto con le cose che hanno da sempre condizionato la mia vita, quindi non mi posso lamentare, anche se come in tutti i lavori ci sono dei lati non piacevolissimi. |
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EP: Tralasciamo il lato bollette, fatture, contratti, colleghi rompipalle, clienti etc… G: Nel 1994 ho iniziato ad andare in snowboard e nello stesso tempo, vista la mia provenienza cittadina, ho subito una forte influenza della cultura hip hop che in quei anni impazzava con le rivalità tra la west e la east coast… Così passo dopo passo con le difficoltà dell’epoca (i dischi costavano caro e non si trovavano facilmente come oggi) ho iniziato a interessarmi ai turntables. EP: Qui ti volevo: snowboard e musica hip-hop, certe cose ti si appiccicano addosso da adolescente e non te ne liberi più. Ma andiamo con ordine e iniziamo parlando di snowboard: ci siamo conosciuti al camp Big-A in Val Senales decisamente tanto tempo fa, raccontaci un po’ di quegli anni spensierati… Ti sei appassionato allo sport, hai intrapreso una carriera da atleta, in Italia c’erano tante piccole realtà autonome, ma il Big-A era una buona occasione per riunire i rider da un po’ tutta la penisola… G: Alla fine degli anni ’90 non era facile trovare delle strutture decenti e i pipe erano una cosa rarissima… Il Big-A era il posto dove andare d’estate se volevi veramente snowboardare e, anno dopo anno, è diventato un punto di riferimento per tutti, non c’era mai un cazzo da fare ma alla fine ci si andava tutti e tra birre e Otzi burger uno aveva tutto quello che serviva, credo che tutto fosse possibile perché era tutto meno complesso e difficile o quanto meno ci si accontentava tutti un po di più. |
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EP: Diciamo che i ragazzi hanno stupito un po’ tutti e a quanto sembra continueranno a farlo… Tornando a te, e soprattutto al discorso discorso hip-hop: nonostante sia una passione al di la del tuo lavoro, continui a coltivarla con lo stesso entusiasmo di quando eri uno sbarbato, raccontaci un po’ com’è… G: Dare una definizione o una descrizione è un po difficile, diciamo che per me l’hip-hop è sempre stato veramente uno stile di vita, a parte tutte le svariate inclinazioni o definizioni che ha assunto nel passare degli anni. Da ragazzino andavo pazzo per la east coast (da buon torinese) e, invecchiando, ho cercato di approfondire la mia cultura musicale con i pezzi originali da cui i miei produttori preferiti hanno campionato; per il resto che aggiungere? Ho cercato di bighellonare un po’ in tutte le città che hanno maggiormente influenzato questa cultura. |
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EP: Ok, non posso più chiederti di scegliere tra east e west coast perché hai già risposto, piuttosto mi interessa il lato di approfondimento musicale dalla quale si sia poi evoluto il genere; la compilation che i nostri aficionados potranno scaricare dal blog, Iuter Summer Mix, mi sembra un bel calderone di roots of hip hop, raccontaci. G: Credo che in questi anni ci siano veramente tantissime informazioni e che questo alle volte possa creare confusione, allora ho pensato di mixare alcune tra le canzoni che maggiormente hanno influenzato quello che attualmente si definisce clubbing e credo sia divertente cogliere alcuni dei campioni che tante volte abbiamo sentito suonare a tutta forza dalle casse dei locali. |
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| EP: Grazie Gammy, Keep It Real!
Potete scaricare Iuter Summer Mixtape qui: http://www.g-agency.it/iutermix.zip |












